Vigilanza e controllo degli scarichi

Tra i compiti di vigilanza dell’Agenzia provinciale per l’ambiente, rientra il controllo periodico degli scarichi di acque reflue urbane e relativi impianti di depurazione, degli scarichi domestici derivanti da impianti che trattano più di 50 abitanti equivalenti (a.e.) nonché degli scarichi industriali.
Il personale incaricato del controllo è autorizzato ad effettuare le ispezioni, i controlli ed i prelievi necessari all'accertamento del rispetto dei valori limite di emissione e delle prescrizioni contenute nei provvedimenti autorizzatori o regolamentari e delle condizioni che danno luogo alla formazione degli scarichi.

Impianti di depurazione di acque reflue urbane
La frequenza dei controlli è proporzionale alla potenzialità del depuratore stesso e va da un minimo di 2 controlli annui per impianti fino a 2.000 a.e., ad un massimo di 6 controlli per impianti con potenzialità superiore a 50.000 a.e.
Ogni anno, vengono svolti oltre 160 controlli su campioni prelevati all’ingresso e allo scarico dei 50 impianti di depurazione attualmente in funzione.

Scarichi industriali
Aziende che danno origine a scarichi di acque reflue industriali di una certa rilevanza, per quantità o qualità, sono soggette a controlli da parte dell’Agenzia e dei gestori del servizio idrico integrato (ATO), che effettuano controlli sugli scarichi che recapitano nella rete fognaria di propria competenza.
Mediamente ogni anno, vengono svolti dall’Agenzia ca 170 controlli su campioni prelevati presso aziende che recapitano le proprie acque reflue industriali in fognatura, in acque superficiali, sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo.

Scarichi domestici
Ogni anno vengono svolti ca. 10 controlli su scarichi domestici derivanti da impianti che trattano più di 50 a.e. Perlopiù si tratta di rifugi alpini non allacciati alla fognatura pubblica, dotati di un proprio impianto di trattamento delle acque reflue.

Analisi svolte
Sui campioni prelevati vengono svolte analisi chimiche, analisi ecotossicologiche e in alcuni casi anche analisi microbiologiche (impianti di fitodepurazione).


Ferma restando l'applicazione delle sanzioni previste dalla legge, in caso di inosservanza delle disposizioni e delle prescrizioni imposte, l'autorità competente al rilascio dell'autorizzazione procede secondo la gravità delle infrazioni:
• alla diffida, stabilendo un termine entro il quale devono essere eliminate le irregolarità;
• alla diffida e contestuale sospensione dell'autorizzazione per un tempo determinato, ove si manifestino situazioni di pericolo per la salute pubblica o per l'ambiente;
• alla revoca dell'autorizzazione in caso di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida e in caso di reiterate violazioni che determinano situazioni di pericolo o danno per la salute pubblica o per l'ambiente.